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  /  Tempo fermo a cura di Stefano Tomassini

Talk - free @Corte dell’Albero M9

Tempo fermo a cura di Stefano Tomassini

Inerzia e danza contemporanea

Tempo perso è un atto di resistenza contro le forze dell’oblio: la felicità è ciò che rimane quando niente più conta, né prima né dopo. Il talk indaga e analizza gli eventi che hanno messo alla prova la danza e la performance contemporanee in Europa attraverso la difficile condizione del danzare nell’immobilità, come una pratica elastica contrapposta alla cultura della produttività e dell’appagamento, contro le ideologie ossessive del profitto e della visibilità. Danza e performance sono oggi, nei lavori di Alain Platel (F) Cristina Kristal Rizzo (I) e Yasmine Hugonnet (CH), direttamente coinvolte nel dibattito sulle maggiori trasformazioni dell’esperienza del tempo: bloccato, percepito intensamente, radicalmente sospeso, immobile. È uno dei cliché più abusati e fondanti dell’antimodernismo: rimanere fermi, immobili, come in trance, è la strategia che mette in opposizione l’accelerazione del tempo nella modernità e i ritmi impossibili imposti dalla vita contemporanea, regolati dall’assalto dell’industrializzazione occidentale. Il naufragio del Titanic (1912) è stata la conseguenza più tragica della rivoluzione tecnologica e di questa nuova vita in velocità. Recuperare in un tempo interiore ciò che il mondo del progresso non riesce più a riconoscere, significa pianificare nell’immobilità quella metamorfosi capace di sfuggire al tempo impenetrabile del mondo: una fuga nel restare, un esodo senza uscita. Questo uso dell’inerzia, pertanto, non dovrebbe essere interpretato come la pretesa di un’identità statica e granitica, presa nella sua purezza, originalità e integrità, ma come un’avventura e una condizione della felicità: è un’etica, perché implica una diversa pratica ed esperienza del tempo; una riconsiderazione dei ritmi e delle stagioni della vita.

 

Stefano Tomassini

Stefano Tomassini ha studiato teatro e danza. È senior researcher per il progetto ERC Incommon, diretto da Annalisa Sacchi; è docente e ricercatore per IUAV, ha insegnato a Ca’ Foscari di Venezia, all’Università della Svizzera Italiana, ed è consulente per la danza per i programmi di LuganoInScena al LAC. 

È stato Fulbright-Schuman Research Scholar (2008-2009), Scholar-in-Residence all’archivio del Jacob’s Pillow Dance Festival (2010) e Associate Research Scholar all’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University (2011). Dal 2013 al 2016 ha collaborato ai programmi del settore Danza della Biennale di Venezia. Fa parte di numerosi progetti internazionali e collaborazioni con centri di produzione legati alla danza. Ha pubblicato monografie, edizioni critiche, libretti musicali e di danza, saggi, oltre a curare e moderare lecture e conferenze. È attualmente critico di danza per il magazine Artribune.